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La crisi (a volte) non c’entra!

Da qualche anno, il bel Paese (ma non solo) si trova di fronte ad una situazione economica non facile. Questa è la realtà dei fatti! Purtroppo, sono abituato a guardare le situazioni con occhi diversi, cercando di capire qual è il problema che si cela sotto il problema.

Sono molte le cause che costringono le imprese a chiudere i battenti: scarsa competitività, tassazione elevata, scarsa internazionalizzazione, eccessiva globalizzazione, etc. Io ne aggiungerei una che sicuramente andrebbe argomentata adeguatamente:

– SCARSE COMPETENZE NELLA GESTIONE.

Premetto che il mio discorso non è generale e non voglio fare di tutta l’erba un fascio, poiché ci sono piccole e medie imprese che fanno salti mortali pur di restare in vita, combattendo quotidianamente con le “ingiustizie” fiscali e sociali e gestendo la loro azienda in maniera “eroica”. Tuttavia, le scarse competenze nella gestione aziendale restano un nodo cruciale per qualsiasi tipologia di azienda.

Più in particolare questo articolo si riferisce ad un’altra “gamma” di società. Ok, ho in mente una decina di società di mia conoscenza e più avanti capirete a quali mi riferisco!

Avete mai fatto caso a quante aziende pubbliche (o con partecipazioni statali o enti e società riconducibili a soggetti pseudo-politici) siano in maggiori difficoltà rispetto a quelle private? Perché secondo voi accade questo? Ecco, io mi son dato delle risposte, sicuramente discutibili:

  • Le aziende pubbliche sono gestite da figure “politiche”, cioè da persone che, senza nessun merito oggettivo, vengono messe a ricoprire ruoli dirigenziali e/o manageriali.
  • Le aziende pubbliche sono viste come un’opportunità per una politica clientelare. In questo modo si favorisce l’inserimento al lavoro del “raccomandato” (magari ignorante) a discapito del potenziale bravo laureato, preparato e competente.
  • Coloro che sono a capo di aziende private pensano al bene dell’azienda al fine di trarne profitto il più lungo possibile, quindi, hanno tutto l’interesse affinché l’azienda sia sana. Molte volte l’azienda è di loro proprietà e per tali ragioni l’interesse di tenerla in vita il più a lungo possibile è maggiore.
  • Chi gestisce un’azienda pubblica, ha la consapevolezza del fatto che se dovesse “andar male”, sarà pronto per lui un altro incarico da ricoprire, magari in qualche altro ente o in qualche azienda pubblica.
  • Le “conoscenze” che necessitano per essere a capo di un’azienda pubblica sono ben diverse dalle conoscenze e competenze (in senso di know how e Soft Skills in questo caso) necessarie per gestire un’azienda privata.

Per concludere, è evidente come un management non all’altezza possa essere la causa di fallimento sia di imprese pubbliche che private. Tuttavia, trovo che quest’ultime pongano una maggiore attenzione alla qualità e alle competenze del management, proprio perché “private” e quindi più attente agli interessi dell’intera organizzazione a discapito degli interessi del “singolo” o della “casta”.

Se si pensa ai vantaggi di una maggiore efficienza della gestione da parte di un privato, verrebbe da pensare al processo economico di Privatizzazione… tema sempre attuale!

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